Esclusiva su FMP!
Paola Iezzi, la "Brunetta" dell'ex duo "Paola&Chiara", ci parla della sua vita ai tempi in cui, insieme alla sorella, cantava negli 883 come corista e del Tour "on the road" di Nord Sud Ovest Est, il Programma estivo del 2013. 
Un racconto unico che ci porta indietro nel tempo durante il Periodo degli "Anni d'oro" targato 883.

 

Come sei arrivata a cantare negli 883?
E’ successo un po’ come capita nei film. Correva la metà degli anni ’90, Chiara ed io avevamo da parecchio una band funky ,di 8 elementi, chiamata “Elefunky” .
Ci esibivamo regolarmente in diversi locali di Milano e dintorni e frequentavamo sporadicamente la sala prove Jungle Sound.
Allora tutti i gruppi provavano al mitico “jungle”, in via Pestalozzi a Milano.
Era il principale “ritrovo” di tutte le band e aveva sale prove molto fighe e a varie tariffe. Era molto frequentata anche dai professionisti, che provavano, però, nelle sale più care, al piano di sopra per i tour  o nello studio di registrazione principale. Max era reduce dalla separazione con Mauro Repetto e nel 1995 Cecchetto, con l’uscita dell’album “la donna, il sogno, il grande incubo”, voleva affiancare a Max una band di giovani in gamba con gli strumenti, che però fossero anche una sorta di “compagni di avventura” degli amici con i quali condividere un’esperienza.
E non i classici “turnisti” che gli sembravano per questo primo vero tour, un po’ troppo “distaccati” per una figura come quella di Max e degli 883 di allora.
Sarebbe stato il primo vero tour, perché con i primi due album Max e Mauro, travolti da un successo enorme e vendite pazzesche, non avevano ancora potuto dedicarsi ad un tour vero e proprio e così, anche forse per affermare la crescita di Max e il distacco da Mauro, Claudio aveva probabilmente deciso che quello sarebbe stato il momento giusto per intraprendere finalmente una tournee nei palasport e in grandi spazi.
Al Jungle sound qualcuno, non ricordo più chi, ci disse che Claudio Cecchetto, Pierpaolo Peroni e Marco Guarnerio (che allora era il produttore artistico degli 883) sarebbero stati intenzionati a venire a sentirci in un locale. Ma non sapevamo né dove né quando…né se sarebbe davvero accaduto.Una sera ci siamo esibiti al “Bolgia umana”, un celebre locale nel centro di Milano di proprietà di Enzo Jannacci  dove spesso ci capitava di suonare con il nostro repertorio di funk e soul music. Ricordo che si faceva sempre un primo tempo e un secondo tempo.
Ricordo che stavo cantando e da lontano vidi Cecchetto, mi prese un colpo.
Dunque era vero. Alla fine del primo tempo del concerto siamo scesi per la pausa canonica e così Claudio, Pierpa e Marco vennero da noi e si presentarono.
Claudio non disse molte cose. Ci disse che cercava una band di ragazzi in gamba, da affiancare a Max  per farli diventare i nuovi “883”.
A tutti noi sembrò di toccare il cielo con un dito. Erano anni che suonavamo nei locali, procurandoci da soli il lavoro , disegnando e stampando i volantini da distribuire, montavamo e smontavamo il palco, tornando a casa a notte fonda, per 50 mila lire a testa a sera ed eravamo tutti per lo più studenti, col sogno della musica… Insomma…forse si stava realizzando un sogno.Qualche giorno dopo, facemmo una riunione da Claudio, dove lui ci spiegò meglio cosa voleva e con quale spirito. E qualche giorno dopo ancora, non ricordo come, da Pierpaolo, credo, arrivò una scaletta di pezzi di Max da imparare.
Noi allora provavamo nella nostra saletta (che era di proprietà di Ivan Ciccarelli, il batterista)  in una sorta di cantina. Insomma graziosa, ma non proprio le sale prestigiose del Jungle Sound…Il giorno che provammo i pezzi di Max, Pierpaolo ci aveva detto che sarebbe venuto con Max a trovarci nella nostra cantinetta, ma noi assolutamente non pensavamo che sarebbero andate cosi le cose…invece mentre provavamo un pezzo…non ricordo se “con un deca” o “come mai”, entrò Pierpa con una videocamera digitale e con “udite udite”..Mr Pezzali in persona.
Fu la prima volta che vedemmo Max dal vivo.. una sorpresa meravigliosa che ci diede una carica pazzesca!
Max prese il microfono e iniziò a cantare, dopo i primi convenevoli…insomma una figata assurda! Non scorderò mai l’emozione provata in quel momento..
Qual è stata la tua prima impressione appena hai conosciuto Max?
La prima impressione fu quella che poi mantenni per tutto il tour e dopo. Max si mostrò subito amichevole, umile e divertente. E’ una persona speciale e dotata di un grande talento, intelligenza e sense of humor, capace di ironizzare e auto ironizzare. Insomma capii in quel momento che sarebbe stata un’esperienza fantastica che non avrei mai dimenticato. E così fu. Il “gruppo” di Cecchetto sembrava una vera e propria famiglia. Ma una famiglia di professionisti. Di gente “con i cosiddetti”. E sembravano ragionare in modo del tutto loro…Non erano uguali ad altri…avevano un loro stile, che li rendeva diversi da tutti, che li caratterizzava fortemente. Tuttora, dopo che ho conosciuto praticamente chiunque in questo ambiente, continuo a pensare che fossero un gruppo assolutamente “indipendente” che faceva le cose a modo proprio e questo era ,in parte, il segreto del loro “Team”.
Paola su Vanity Fair
Paola su Vanity Fair

Un aneddoto curioso riguardo quel periodo?
In quel periodo Chiara ed io eravamo simbiotiche, vivevamo praticamente “appiccicate”. Vestivamo identiche e spesso finivamo pezzi di frasi insieme e rispondevamo all’unisono…
Essendo le uniche ragazze del gruppo ed essendo ancora molto molto giovani, nonostante fosse la nostra Band (dunque li conoscevamo tutti da anni e tutti facevano sempre il possibile per essere sempre carini e mai volgari o "troppo maschi" diciamo), noi facevamo un pò "elemento a sè". Eravamo un pò un gruppo nel gruppo. Tanto che ci diedero un curioso soprannome: iniziarono a chiamarci prima “le bimbe” e poi quell’articolo plurale divenne singolare e per tutti, per tutto il tour e dopo, per moltissimo tempo, fummo soprannominate “il bimbe”..e si riferivano a noi parlando al singolare…tipo “ma il bimbe dov’è?” “ah in camerino, adesso arriva!”.
Questa cosa ci faceva molto ridere...perché era anche molto tenera…se ci penso mi commuovo..il tempo passa e le cose cambiano…ma i bei ricordi sono sempre lì a “ricordarci “ chi siamo e da dove veniamo… e così ci spronano anche ad andare avanti…ma non bisognerebbe mai permettere al tempo di cambiare la tua essenza più bella, di indurirti al punto di non sentire più nulla. Nella vita si soffre si, ma poi ci si rialza e si ricomincia a vivere con più amore di prima, senza paura..scusa per la digressione..ma ci tenevo a scriverlo. ..sai gli anni passano e si diventa di lacrima facile…
Un altro aneddoto curioso che ricordo molto lucidamente è che quando facemmo la primissima riunione nello studio di Cecchetto lui ci diede come compito di scrivere su un foglio quali fossero i nostri sogni, o il nostro sogno… mi piacque molto il suo approccio. Era chiaramente un uomo di marketing e di affari (e che affari!) , però era anche un sognatore, una persona speciale, geniale, particolare, che sapeva bene quanto l’entusiasmo e la spinta giovanili fossero una benzina imprescindibile per questo mestiere e per i suoi progetti. Claudio ha sempre amato le cose “avanti”, i progetti giovani … i giovani in generale … e i giovani hanno sempre amato lui. Il suo talento nello scoprire talenti e collaboratori è indiscutibile ed ha fatto la storia del pop in Italia, ma di un pop “differente” “frizzante” che guardava più ad essere internazionale…a parlare ai giovani, ma quelli veri…perché (lui ci diceva più o meno così): “ Io penso ai giovani, perché ai giovani non ci pensa mai nessuno veramente, quindi devo farlo io per forza”. Claudio è unico. Davvero.
Che rapporto avevi con gli altri membri del gruppo? Sei rimasta in contatto con loro?
Era il nostro gruppo da anni prima che “diventassimo parte degli 883.  Quindi eravamo come fratelli! Con un paio di persone in particolare si, anzi continuo a collaborarci per lavoro. Sono persone che stimo molto musicalmente. Con Michele Monestiroli poi abbiamo fatto almeno 4 album di Paola&Chiara tra pre produzioni, produzioni e arrangiamenti. Un ragazzo purtroppo non c’è più. Era un bassista di grande talento e una persona fantastica. Dopo gli 883 è diventato il bassista fisso di Carmen Consoli. Un giorno, anni fa  ha avuto un brutto incidente…e ci ha lasciati…ogni tanto penso a lui e vorrei dirgli tante cose. Si chiamava Leandro Misuriello, ma tutti noi lo chiamavamo “Killo” (soprannome preso da un pezzo di Pino Daniele) Killo perché  era un “trankillo”… Anche lui è nella mitica VHS “la donna, il sogno e gli altri video”.Gli altri ragazzi continuano tutti a suonare ad alti livelli professionali oppure a coltivare comunque l’amore per la musica. (Jacopo Corso, Daniele Moretto, Ivan Ciccarelli, Michele Monestiroli, Davide Priori)

Parlaci del Tour di quegli Anni in giro per l'Italia...
L’Italia allora era molto diversa.
Non esisteva internet come oggi, cioè c’era ma non aveva questo rilievo.
Non c’era l’iphone. Non c’erano i social. C’era ancora un grande distacco fra artisti e pubblico. E credo che ciò accendesse molto di più l’entusiasmo della gente per i cantanti che arrivavano in città con i loro concerti. Era tutto diverso.
In più ero molto piccola ed ero alla prima vera esperienza da professionista dopo aver cantato per anni nei locali. Era tutto fantastico. Noi ci mettevamo moltissimo impegno e puntavamo sempre ad essere molto seri e professionali, ma ci si divertiva anche moltissimo. Max era un compagno di lavoro meraviglioso.
Era molto riservato, educato e timido per alcuni aspetti, ma a volte, quando dopo i concerti si cenava e “si slegava”, ci divertivamo tantissimo a sparare cazzate di ogni tipo oppure facevamo discorsi molto impegnati di vita, di amicizia o di politica, o di storia. (Con Max poi si casca bene perché sa qualsiasi cosa…è tipo un’enciclopedia ambulante! Talvolta mi impressiona la sua capacità di “storeizzare” informazioni!).
In più credo che quella sia stata una delle scuole migliori, per noi che volevamo fare questo mestiere ad un livello professionale. Era diverso che suonare nei locali (che pure è stata una enorme scuola, per altri aspetti).
Sul palco con Max ho e abbiamo imparato cosa significa fare quel lavoro lì.Marco Guarnerio, che seguiva la direzione artistica della band era una persona stupenda, quanto un professionista “feroce” e severissimo.
Pretendeva da noi il meglio ed una precisione quasi maniacale, provocando non pochi complessi e ansie a molti di noi, ma fu un bene. Eravamo giovani, in gamba, ma certamente avevamo bisogno di molta disciplina e lì sul palco con Marco, certe volte pareva di stare in caserma! In più abbiamo avuto il privilegio di vedere un artista con la A maiuscola esibirsi su grandi palchi, con una grande crew, e un grande pubblico al seguito che comprava i biglietti per andare a sentirlo e vederlo. Che cantava a squarciagola ogni sua canzone. Personalmente ricordo ancora in camerino al forum di Assago prima di cantare.
La gente faceva tanto di quel casino che io non capivo cosa fosse quel rumore…sembrava una specie di terremoto…quando mi han detto che era il pubblico, mi è venuta un’ansia pazzesca. Ero terrorizzata all’idea di salire sul palco. Terrore che è svanito due secondi dopo che ci abbiamo messo piede. Si perché da lì in poi era solo goduria e divertimento.

 

Con quale parola descriveresti quel periodo (883)? E con quale parola descriveresti il "viaggio on the road" con Nord Sud Ovest Est?
Ogni volta che me lo chiedono rispondo sempre che il tour con Max è stato “il liceo che non ho avuto”…Io ho fatto il liceo classico.
Tutti quelli che hanno fatto il liceo, o quasi tutti, mitizzano quel periodo e conservano di esso straordinari e indelebili ricordi…portandoli dentro per sempre. Io al liceo non ero felice, mi sentivo spesso fuori posto.
Non sopportavo molte cose delle dinamiche scolastiche. Piangevo di continuo. Sapevo che avrei finito la scuola e che avrei preso il diploma, ma a scuola non riuscivo a trovare quel che davvero volevo…non so perché ma sapevo che c’era un’altra vita che mi stava aspettando da qualche parte.
Quando è arrivato quel tour io mi sono divertita perché stavo lavorando (e venivo pagata per il mio lavoro e la mia professionalità e questo mi dava un senso di indipendenza e libertà pazzesco…io a vent’anni stavo campando con quel che guadagnavo onestamente, facendo ciò che amavo fare di più, insomma una figata!) e in più è stato divertente come lo dovrebbero essere gli anni di liceo.
Con “Nord Sud Ovest Est”, praticamente, anche se non eravamo in giro a suonare, è stato un po’ come rivivere quell’atmosfera …diciamo come degli ex compagni di liceo che si ritrovano dopo un po’ di tempo e che però hanno sempre quei punti di contatto che li tengono uniti, sebbene tutti siano cresciuti…
E’ stata una bellissima esperienza professionale, sempre in qualche modo a stretto contatto con la musica, ma con il  divertimento che c’era anche in quel famoso tour del ’95- ‘96.

 

Che reazione hai avuto non appena hai saputo di questa reunion con Max per il programma?
Stava capitando in un momento molto particolare della mia vita sia artistica che umana. Quindi sono stata molto in crisi sul fatto se accettare o no la proposta. Ma il mio progetto con Chiara si era chiuso piuttosto bruscamente e per me accettare quella proposta era un po’ “spiazzante”, allo stesso modo avevo bisogno di trovare un sistema per “uscire dal guscio e dalla tristezza di quel momento” .
Sapere che c’era Max mi ha dato una sicurezza in più, sia di qualità della trasmissione, sia dello stato d’animo che avrei potuto trovare all’interno del gruppo di lavoro.
Io sono dell’idea che le persone positive attirino persone e situazioni positive…così come accade il contrario… Io sono sempre stata una persona positiva, che ama lavorare in team. Adoro i gruppi di lavoro che costruiscono progetti. E amo la creatività. Non avrei potuto che star bene li in mezzo. E così è stato. Un vero spasso e anche un’esperienza molto interessante e spesso emozionante.

 

La tua canzone preferita degli 883/Max Pezzali?
Direi che ce ne sono parecchie. Per forza di cose sono legatissima a tutto l’album “La donna il sogno, il grande incubo”, soprattutto “Gli Anni” e poi, tra i pezzi più vecchi “Sei un Mito”, “Hanno ucciso l’uomo ragno”, “La regola dell’Amico”, “Nord Sud Ovest Est” e tantissime altre…e  poi quest’ultima.. “L’universo tranne noi” trovo che sia propria una bellissima canzone, forse una delle più belle e mature che Max abbia mai scritto.

 

Chi è per te Max Pezzali?
Difficile da dire. E’ una persona che non si sa per quale motivo è capitato nella mia vita e in qualche modo ci è rimasto, con andate e ritorni. Ma anche nei periodi in cui siamo stati lontani ho sempre percepito da parte sua e credo anche lui da parte mia, quell’affetto, quell’ammirazione  quel trasporto e quella sincerità e verità che alla fine non sono mai morte.
Max è una persona molto particolare. Speciale e intelligente. Sa moltissime cose e te le sa raccontare. E in questo non è cambiato.
Oggi lo vedo con le medesime belle caratteristiche di allora, ma vedo una persona più completa, più “rotonda” più saggia e matura e nonostante ciò non ha perso il gusto per l’avventura.  Continua ad amare moltissimo la musica e coltiva proprio anche un’erudizione peculiare in materia. Ama viaggiare. E’ curioso.
E’ estremamente gentile.
Se non lo conosci bene, sulle prime può apparire freddo, invece è solo timido ma è dotato di una grande sensibilità e si accorge di tutto ciò che ha intorno… quando si toglie i ray ban (hehehe),  il suo sguardo è il riflesso di ciò che lui è dentro. Una persona e un artista speciale. Diverso. Atipico. Questo è il suo bello.Insomma adoro Max, dico sul serio. E’ una delle persone forse più importanti del mio percorso artistico.

 

Dopo l'Album "Giungla", il duo Paola&Chiara si è definitivamente sciolto. Che progetti hai per il futuro?
Si, la separazione è stata per me un momento difficile e piuttosto doloroso. Non è facile chiudere un bel progetto come il nostro durato ben 16 anni. Il futuro è li a portata di mano e certamente un giorno saprò cosa farne. Per ora vago, metto da parte idee su un vecchio quaderno degli appunti o sul mio tablet…sbircio…sondo…ascolto roba…osservo cose…mi faccio un sacco di domande. Ho voglia di buttarmi in molti progetti ho tante idee e creatività da esprimere…di questo sono felice…la musica e la creatività sono la mia salvezza..oltre alle tante persone amiche, alla famiglia e ai fans che mi vogliono bene. Siamo tutti come una enorme famiglia…nei momenti più difficili questo pensiero mi aiuta tanto…sento che la gente capisce molto di più di quel che sembra…e questo mi da un sacco di energia…Amo la vita e amo questo lavoro…oggi più di ieri.

 

Infine, vuoi salutare i fans?
Un caro saluto a tutti gli amici di FMP sperando di avervi regalato qualche “chicca” in più su quel famoso e bellissimo indelebile tour 95-96! 
Max…ti adoro <3 , ma questo lo sai già!


Intervista realizzata da Admin Mirko il 06/09/2013
Per chi volesse ulteriori informazioni su Paola Iezzi, visitate il sito www.paolaiezzi.com

 

Una scena di Nord Sud Ovest Est
Una scena di Nord Sud Ovest Est