Michele Monestiroli

L'intervista

 

Dal 1995 al 2001 è stato uno dei Membri più importanti del gruppo che ha fatto la storia della musica Italiana anni '90: Gli 883!
Dopo la fine di quel fantastico periodo ha lavorato per Paola&Chiara e Paolo Jannacci ed ora lascia un intervista per FMP, un modo per rivivere e ricordare quei periodi con Max Pezzali.

1. Come sei entrato a far parte della Band 883?
Beh, è stato un appuntamento con la storia. Ognuno di noi ne ha uno o più. Si tratta di quelle cose che sarebbero accadute anche senza di te, ma sono accadute con te. Dovevano succedere, punto. E tu eri li. Suonavo in un gruppo funk, gli Elefunky, credevo nella musica e la amavo all'infinito, non vedevo altro che la musica e gli strumenti. E una sera, durante una serata con il gruppo, arrivano Loro: Claudio, Pierpa e Marco. Cecchetto, Peroni e Guarnerio. Beh, siamo piaciuti a chi cercava qualcuno per un appuntamento con la storia...Fu uno di quei giorni a cui vai a ripensare quando ti sembra che le cose e la vita non abbiano più nulla di interessante e allora ricordi che dietro ad ogni angolo ci può essere una splendida novità.

2. Prima di ogni concerto avevate un rito preparatorio o scaramantico?
Mah, a parte lo sparar cazzate carichi di voglia di suonare e gasati dalle urla dei fans che arrivavano fino ai camerini, io ricordo solo la camminata in fila indiana per arrivare dietro al palco. In quel posto si sarebbero spente le luci, il pubblico avrebbe capito che stavamo per iniziare e gridava ancora più forte. Ed era allora che ti veniva il brividone nella pancia, la pelle d'oca, il formicolio alle mani. Diventavamo tutti seri, come se dovessimo iniziare una missione delicatissima. La concentrazione di ognuno di noi toccava livelli pazzeschi. Un turbine che ti portava via. Bellissimo.

3. Tu hai fatto parte del gruppo che suonò in quel famoso concerto a Piazza Duomo...Che emozioni hai provato salendo sul Palco?
Paura, gioia, panico, onnipotenza, incapacità, pace, allegria...Non lo so, tutto e niente. Per quello che ricordo il concerto è durato circa sei o sette minuti. La percezione del tempo era mutata, cambiata. Per quel che ne so, potrebbero anche avermi rapito gli alieni, quella sera...troppa concentrazione, ma anche troppo istinto, troppa bellezza e troppo star bene. E quando stai bene, il tempo vola. Oltretutto, un altro bel ricordo è che quella sera, dopo il concerto ho conosciuto Sara! Ciao amica mia!
4. Sei stato anche protagonista di alcuni video degli 883...qual è quello che ti è rimasto più in mente? 
Direi "O me o..." e "la radio a 1000 watt", tre ore di sonno a notte e 21 ore a girare sui set...stancante, ma stupendo. E poi...il Giappone: Viaggio al centro del mondo!!! Ragazzi, fuso orario mostruoso al quale non mi sono adattato per tutto il tempo...lo ricordo come un sogno confuso, ero sempre stravolto dal sonno!!! Ma ci siamo divertiti un casino...mangiavamo sempre delle strane cipolle impanate e fritte che avevamo soprannominato "il cipollones". Ottime! 

5. Tu sei rimasto fino a quando gli 883 si sono sciolti...come è avvenuta la separazione? 
In modo naturale, ognuno di noi stava cercando una propria evoluzione e la cosa bella è che stava avvenendo più o meno a tutti nello stesso momento. Ci trovammo a parlare e fu bello vedere che la pensavamo tutti più o meno uguale. Certo, dopo anni è stato come un lutto...la fine di un'epoca. E mentre lo fai, lo sai che la stai facendo finire. Ma è inevitabile, anche se il futuro è incerto e fare il musicista non è sempre facile... 

6. Con chi sei rimasto più a contatto con i ragazzi della Band? 
Daniele (ciao Fratello), Paola (tvb), Eugenio (vecchio lupo) e Max (Grandissimo!) 

7. Parlaci del tuo rapporto con Max. 
Con Max è tutto semplice. Lui è semplice, ti mette a tuo agio in tre secondi. Siamo diventati amici in pochissimo tempo e ho dei ricordi meravigliosi con lui, tipo una notte di San Valentino dopo il primo tour, eravamo tutti e due in situazioni sentimentali complicate, o finite, e abbiamo deciso di passare la serata in un bar di Pavia per "dimenticare" le donne che ci stavano facendo soffrire. Ricordo che io mi son preso una discreta sbronza, tanto eravamo li con la moto di Max, e lui fortunatamente era il guidatore ed era sobrio. Era un Febbraio freddissimo, e ricordo che durante il viaggio di ritorno ci siamo ritrovati con pizzetti e sopracciglia completamente ghiacciati, bianchi che sembravamo due nonnetti canuti!!! Che bei ricordi...Max era ed è un grande. L'ho sempre guardato come un esempio di talento e umiltà. Ho sempre provato un grande senso di rispetto. Autorevole, gentile, altruista e sa tutto di qualunque argomento, un grande conversatore. Ora ci vediamo di rado, ma siamo in costante contatto sui social. 

8. Sappiamo che hai un progetto chiamato Cat Paradox. Vuoi parlarne? 
Certo! E' un progetto al quale sto dedicando moltissime energie, è il disco che vorrei comprare ma che nessuno ha mai fatto, e allora me lo sto facendo io. Adoro la musica elettronica, il funk, gli anni 70 e 80. Ma amo alla follia le grandi orchestre sinfoniche. Mettere tutto insieme è davvero complicato, ma ci sto riuscendo. Sarà pop, dance, classica, cinema...saranno due universi paralleli e opposti, un paradosso tipo il paradosso del gatto di Schroedinger. Con me stanno collaborando Livio Magnini (ex Bluvertigo), la mitica Paola Iezzi, e due musicisti di vecchia data: Nartan Savona e Elio Marchesini, con cui ho fatto il conservatorio. Il tutto sarà accompagnato da un'orchestra sinfonica di circa 40 elementi! In sostanza è il mio sogno musicale più proibito! 

9. Vuoi salutare i fans di FMP? 
Certamente! Ciao ragazzi, continuate sempre ad amare la musica, ricordate che non c'è musica migliore o musica peggiore, la musica è bella tutta. Certamente c'è quella che preferiamo, ma non bisogna mai chiudersi. Mente aperta e cuore aperto. E intanto continuate a seguire FMP e il percorso di Max, che continua a stupirci coi suoi capolavori! Ciao a tutti!!!

 

Intervista realizzata da Admin Mirko il 22/09/2013